Heath Raymonds
Ci sono momenti, nella vita di tutti noi, nei quali ci sediamo sulla riva del fiume e ci troviamo a pensare alle ingiustizie, ai torti del mondo, alle prepotenze di chi si arroga il potere di decidere. Di chi ci costringe, nel nome di ideali nei quali loro sono i primi a non credere, a giudicare in base ad un senso etico stravolto, piegato al loro volere, alla loro sete.
C’è chi non reagisce per nulla, e si adagia nell’apatia intellettuale, facendosi piacere quello che altri hanno deciso per lui, chi capisce di essere manipolato e per convenienza si lascia trascinare dalla corrente, e chi si ribella, o almeno tenta di farlo, con le sue forze e nel modo che può. Non è una strada facile, ma è l’unica che porta al progresso e allo sviluppo della civiltà.
È un discorso di libertà, di rispetto per il prossimo, di amore per la verità. In una parola, di giustizia.
Chi ti vuol comandare, chi vuole renderti docile strumento dei suoi voleri, cerca di impoverirti, nello spirito e nell’anima, e non solo nel corpo. Come il dittatore affama il suo popolo, per impedirgli di reagire, costringendolo a pensare soltanto al cibo che gli manca, così chi vuole manipolarti ed orientarti in base alle sue scelte ed al suo comando, cercherà di toglierti la ricchezza interiore, la tua intelligenza, il tuo spirito critico. La tua capacità di decidere e di pensare, di criticare e valutare, per lui rappresenta un rischio temibile, e farà di tutto per togliertela, fino a renderti incapace di vedere e di capire.
C’è chi, per reagire, prende le armi e chi, più modestamente, la penna. Anche in questo caso, c’è chi urla e strepita, e chi si accontenta di divertire, raccontando storie che interessino, che in qualche modo intrighino e, nello stesso momento, cerchino di farti capire come i diritti di tutti, la libertà di pensiero, la capacità di essere autonomi nelle proprie decisioni, siano dei beni imprescindibili dalla nostra esistenza, siano il motivo che ci rende degni di essere persone, esseri umani da rispettare e che rispettano se stessi ed il prossimo.
Coloro che, nel nome di un'idea, o più banalmente, del potere, ti impediscono di pensare e stravolgono la tua coscienza e la tua capacità di giudicare sono il cancro della terra, sono il Male. Questa, almeno, è la mia opinione, e in quelle poche righe che scrivo cerco di far intuire al lettore che si può vivere anche rispettando il prossimo, ed amando le sue scelte. Come diceva qualcuno, un po’ di tempo fa, amare non è mai una vergogna... mai.
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A View across a River near Dordrecht (?), about 1665, Ludolf Bakhuizen
[Courtesy of National Gallery Company’s Picture Library]

